Gamification nella formazione dei preposti: allenare chi deve dire «fermati»
Il preposto non deve conoscere le norme: deve intervenire
C'è una differenza che molti percorsi formativi non affrontano. Al lavoratore si chiede di conoscere i rischi della propria mansione. Al preposto si chiede qualcosa di diverso: sovrintendere, vigilare, accorgersi, e nel momento decisivo fermare un collega che sta sbagliando — spesso un collega con più anzianità, in un reparto in ritardo sulla consegna.
L'art. 19 del D.Lgs. 81/2008 attribuisce al preposto obblighi propri di sovrintendenza e vigilanza, tra cui segnalare le deficienze rilevate e intervenire sulle inosservanze. Sono obblighi comportamentali, non nozionistici. Una lezione frontale può spiegarli; non può allenarli.
Se vuoi inquadrare prima il ruolo, parti da ruolo e responsabilità del preposto.
Il quadro formativo aggiornato
Il riferimento attuale è l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR), adottato ai sensi dell'art. 37 comma 2 del D.Lgs. 81/2008 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025 (fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
Secondo le schede di sintesi di AiFOS sul nuovo Accordo, per il preposto la formazione base passa a 12 ore (prima 8) e l'aggiornamento è di 6 ore ogni 2 anni, con prerequisito la formazione generale e specifica da lavoratore. Trattiamo questo dato come sintesi di una fonte di settore: per il caso concreto è sempre necessario verificare il testo dell'Accordo.
Per un quadro complessivo degli obblighi formativi, vedi la formazione obbligatoria e l'Accordo Stato-Regioni.
Perché il divieto di e-learning è un'opportunità
Per i preposti l'e-learning è espressamente escluso, sia per la formazione base sia per l'aggiornamento: la modalità deriva dall'art. 37 comma 7-ter del D.Lgs. 81/2008 come modificato dalla Legge 215/2021, e sono ammesse la presenza fisica e la videoconferenza sincrona (fonte: FAQ ufficiali del Ministero del Lavoro sull'Accordo Stato-Regioni).
Molte aziende leggono questo vincolo come un costo. È invece un'indicazione di metodo: le competenze del preposto sono relazionali e decisionali, e si esercitano solo con persone presenti nello stesso spazio (fisico o sincrono). Il divieto elimina la scorciatoia peggiore — il corso cliccato di corsa — e obbliga a progettare aula vera. Con 12 ore a disposizione, la domanda diventa: cosa ci mettiamo dentro?
Cinque format ludici che funzionano
1. Role-play sul richiamo
Il cuore del ruolo. Tre round da pochi minuti: il preposto deve fermare un comportamento non conforme di fronte a un collega interpretato dal formatore o da un attore. Le varianti che contano sono le reazioni: chi minimizza ("lo faccio da vent'anni"), chi si offende, chi usa la produzione come argomento. Si osserva con una griglia strutturata, e si discute non se il preposto "è stato gentile", ma se il comportamento pericoloso si è fermato.
2. Simulazioni decisionali a tempo
Una situazione proiettata, novanta secondi per decidere, nessun tempo per consultare un manuale. Gli scenari efficaci hanno tutti un elemento di ambiguità: l'informazione è incompleta, l'attrezzatura è quasi a norma, il collega è quasi autorizzato. Il vincolo temporale riproduce la condizione reale del preposto e rivela le euristiche che le persone usano davvero.
3. Casi con dilemma produzione/sicurezza
Sono i casi che generano la discussione più utile, perché nominano il conflitto invece di negarlo. Ogni gruppo riceve un caso con obiettivi contrapposti espliciti e deve motivare la scelta davanti agli altri gruppi. La direzione dovrebbe partecipare almeno a questa sessione: la coerenza tra ciò che si insegna in aula e ciò che si premia in reparto è il vero fattore critico.
4. Escape room di vigilanza
Un ambiente ricostruito con una serie di non conformità nascoste: DPI scaduto, protezione rimossa, segnaletica coperta, procedura sostituita da un foglio scritto a mano. La squadra deve individuarle e classificarle per gravità entro un tempo dato. Allena esattamente ciò che l'art. 19 chiede: accorgersi e segnalare.
5. Safety walk gamificata
Uscita nel reparto reale, a coppie, con una missione di osservazione strutturata e un debriefing immediato. Meno spettacolare degli altri format, ma il più trasferibile: produce un'abitudine ripetibile anche dopo il corso.
Sulla componente di leadership, che nei role-play emerge sempre, può essere utile il team building sulla leadership di sicurezza.
Come misurare
La scheda di gradimento non dice nulla di utile. Indicatori più informativi:
- Osservazione strutturata nel role-play: percentuale di scenari in cui il comportamento pericoloso viene effettivamente interrotto, non solo commentato.
- Latenza della decisione nelle simulazioni a tempo, confrontata tra inizio e fine del corso.
- Non conformità individuate nell'escape room, distinte per gravità.
- Segnalazioni registrate dai preposti nei tre mesi successivi: è l'unico indicatore che parla di comportamento reale.
Nessuno di questi misura la riduzione degli infortuni. Non attribuirla al corso: sarebbe un'affermazione che i dati disponibili non sostengono.
Errori da evitare
- Usare il gioco come intrattenimento. Se un'attività non allena una capacità prevista dal ruolo, sta togliendo spazio a qualcosa che lo fa.
- Mettere i preposti in aula con i loro capi. La presenza del superiore diretto sopprime la sperimentazione, che richiede il diritto di sbagliare.
- Saltare il debriefing. L'esercizio senza rielaborazione produce aneddoti, non apprendimento.
- Confondere il gioco con l'addestramento. Secondo sintesi di settore relative a un fact sheet INAIL-DIMEILA del 2025 sulle indicazioni metodologiche per i soggetti formatori, realtà virtuale, simulatori, gamification e serious game sono considerati strumenti complementari e non sostitutivi dell'addestramento pratico obbligatorio. È un'indicazione riportata da fonti di settore, ma il principio è solido: nessuna simulazione sostituisce l'addestramento su attrezzature e procedure reali.
- Non aggiornare gli scenari. Casi che non assomigliano al reparto dei partecipanti vengono trattati come esercizi scolastici.
In sintesi
La formazione del preposto non riesce quando le persone ricordano le norme, ma quando in reparto qualcuno dice "fermati" nel momento in cui serve. Le dodici ore obbligatorie, in presenza o in videoconferenza sincrona, sono l'occasione per allenare quella frase invece di spiegarla.