Stress termico e colpo di calore sul lavoro: prevenire il rischio caldo

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Un rischio che cresce ogni estate

Con estati sempre più calde, lo stress termico da caldo è diventato un rischio concreto e crescente per chi lavora all'aperto o in ambienti caldi. Non riguarda solo il drammatico colpo di calore: molto prima compaiono segnali insidiosi come affaticamento, riduzione della concentrazione, perdita di destrezza manuale e peggioramento della capacità di decisione — fattori che aumentano anche il rischio di infortuni "tradizionali".

Chi è più esposto

Il rischio caldo colpisce in particolare settori come edilizia, agricoltura, lavori stradali e attività come quelle dei rider. Sono contesti in cui si somma lo sforzo fisico, l'esposizione solare diretta e l'impossibilità di rinviare il lavoro.

Gli strumenti di INAIL e CNR: il progetto Worklimate

In Italia, l'INAIL ha affrontato il tema con il progetto Worklimate, sviluppato insieme al CNR, che mette a disposizione delle aziende strumenti previsionali personalizzati e un sistema di allerta caldo per settore di attività. Il portale offre previsioni dello stress termico occupazionale e mappe di rischio orarie per i giorni successivi, distinguendo tra lavoratori acclimatati e non acclimatati. INAIL ha inoltre pubblicato linee guida e un decalogo con raccomandazioni pratiche per la pianificazione della prevenzione.

Riconoscere i segnali per tempo

Prima dei sintomi conclamati del colpo di calore (temperatura corporea oltre i 40°C, perdita di coscienza, convulsioni) compaiono fasi più sottili ma pericolose: stanchezza intensa, crampi, nausea, mal di testa, confusione. Riconoscerle in sé e nei colleghi è la prima difesa, e rientra a pieno titolo nella formazione di primo soccorso aziendale.

Le misure di prevenzione

Valutazione e pianificazione

Il rischio caldo va inserito nella valutazione dei rischi e nel DVR, designando un responsabile della sorveglianza e usando le previsioni Worklimate per pianificare le attività più gravose nelle ore meno calde.

Misure organizzative

Rimodulazione degli orari, rotazione, pause frequenti in aree ombreggiate o climatizzate, disponibilità costante di acqua. L'acclimatazione graduale dei nuovi lavoratori è fondamentale: è nei primi giorni che il rischio è più alto.

Informazione e cultura

Formare i lavoratori a idratarsi, riconoscere i sintomi e non "stringere i denti" è decisivo. Come per lo stress lavoro-correlato, la cultura del "fermarsi quando serve" salva la salute e talvolta la vita.

In sintesi

Lo stress termico da caldo è un rischio prevedibile e prevenibile. Con la valutazione del rischio, gli strumenti previsionali di Worklimate (INAIL-CNR), misure organizzative e formazione al riconoscimento dei sintomi, si può lavorare in sicurezza anche nelle estati più torride.

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