Rischio elettrico sul lavoro: valutazione, figure PES-PAV-PEI e formazione

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Un rischio silenzioso e spesso sottovalutato

L'elettricità è ovunque nei luoghi di lavoro e proprio per questo il suo rischio viene spesso dato per scontato. Contatti diretti e indiretti, archi elettrici, ustioni e innesco di incendi possono avere conseguenze gravi o mortali. Gestire il rischio elettrico richiede competenza tecnica, procedure chiare e formazione qualificata.

Il quadro normativo

In Italia le disposizioni sul rischio elettrico sono contenute nel Titolo III, Capo III del D.Lgs. 81/08, che definisce obblighi e requisiti di sicurezza. Il riferimento tecnico per i lavori elettrici è la norma CEI 11-27, che classifica il personale in tre figure: PES (Persona Esperta), PAV (Persona Avvertita) e PEI (idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione). Il corso per queste qualifiche ha una durata indicativa di 16 ore.

La sesta edizione della CEI 11-27 è stata pubblicata nel 2025, recepisce la norma europea CEI EN 50110-1:2024 ed è entrata in vigore il 1° novembre 2025, con un periodo transitorio che ha consentito l'applicazione della versione precedente fino al 29 maggio 2026.

La valutazione del rischio elettrico

La valutazione deve essere condotta in conformità al D.Lgs. 81/08 e integrata nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), o sviluppata in un documento specifico. Vanno considerati lo stato degli impianti, la loro manutenzione, l'ambiente (umidità, aree a rischio esplosione) e le attività svolte. La verifica periodica degli impianti è parte integrante della gestione del rischio.

Le misure di prevenzione e protezione

Misure tecniche

Impianti a regola d'arte, interruttori differenziali, messa a terra, protezioni contro i contatti, manutenzione programmata. La sicurezza elettrica nasce dall'impianto.

Procedure di lavoro

Il principio cardine è lavorare fuori tensione quando possibile: sezionamento, blocco e verifica dell'assenza di tensione. I lavori sotto tensione sono ammessi solo a personale PEI, con procedure rigorose.

DPI specifici

Guanti isolanti, calzature, elmetti e visiere sono spesso DPI di terza categoria, che richiedono addestramento specifico come previsto per i dispositivi di protezione individuale.

La formazione: cuore della sicurezza elettrica

Le qualifiche PES, PAV e PEI non sono titoli formali: attestano competenze che vanno mantenute nel tempo. La CEI 11-27 (edizione 2025) prevede un aggiornamento della formazione di almeno 4 ore ogni 5 anni per il personale addetto ai lavori elettrici. Una formazione che unisce teoria e pratica, e che alimenta la cultura della sicurezza, è la migliore difesa contro un rischio che non perdona la disattenzione.

In sintesi

Il rischio elettrico si gestisce su tre fronti: impianti a norma, procedure corrette (prima fra tutte il lavoro fuori tensione) e personale qualificato e aggiornato secondo la CEI 11-27. Nessuno dei tre da solo è sufficiente.

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